Portale Trasparenza Comune di Cantello - Informazioni ambientali

Il portale della Trasparenza conforme al D.Lgs. 33/2013 - "Amministrazione Trasparente"

Informazioni ambientali

Il nuovo Piano di Governo del Territorio, redatto negli anni 2012-13, rappresenta sicuramente la migliore fonte di informazioni di carattere ambientale sul Comune di Cantello. La programmazione e pianificazione hanno infatti il proprio incipit nella conoscenza dei valori e delle criticità territoriali.

Sul link di seguito indicato sono pubblicati tutti gli atti costitutivi il PGT:

http://www.comune.cantello.va.it/pagina707_approvazione-definitiva-pgt.html

Consultando la relazione illustrativa e gli elaborati grafici della sezione "Documento di Piano", sarà possibile avere informazioni di carattere territoriale, geologico e idrogeologico, forestale, agricolo, paesaggistico, monumentale, archeologico, e antropologico. Di seguito, si riportano inoltre curiosità di carattere storico e sulla nota coltivazione degli asparagi.

 

Notizie storiche su Cantello

( fonte ProLoco Cantello http://www.cantelloproloco.it)

 

La comunità di Cantello con Ligurno e Gaggiolo affonda le sue radici in tempi lontani.

Oltre all'Ara Romana, raffigurata nel suo stemma, con l'epigrafe studiata dallo storico Theodor Mommsen e conservata nei pressi della Chiesa di Cantello vanno ricordate:

- la pergamena del 10 Luglio dell'anno di Grazia 789 che riporta il nome (di origine Longobarda) di Anfuso del Fu Aofrit di Ligurno

- la pergamena data Aprile 844 che narra del placito che nell'aprile dell'anno 844 si tenne nell'oratorio di S.Maria (l'attuale S. Maria di Campagna),

Vi sono anche altri documenti che citano alcuni suoi abitanti quali: "Dominicus magister de Livurno" il 30 maggio 1196 e "Amaricus de loco Cazono" il 7 maggio 1218.

La storia antica di Ligurno è poi documentata dagli importanti ritrovamenti di necropoli celtiche della cultura di Golasecca, datate addirittura al 900 - 800 a.C. e avvenuti a più riprese in località Collodera e Fontanella.

Al periodo Gallo-Romano è attribuita la vasta necropoli e la strada venute alla luce durante scavi eseguiti nei pressi di Madonna di Campagna. Vennero alla luce tombe a cremazione e ad inumazione, a cassetta cubica oltre a numerosi vasi, anfore, braccialetti e fibule di bronzo, quattordici monete dell'imperatore Tito e cinque assi; lucernette fittili, chiodi, chiavi, coltelli ed armi di ferro, balsamari vitrei ed amuleti. Tutti i reperti sono oggi conservati presso il Museo Civico di Varese.

La località detta "Castellazzo", dal nome della antica costruzione ivi esistente, era stata utilizzata anche in epoca romana poiché in zona vennero ritrovate nel 1872 tre tombe ad avello scavate in masse di granito ghiandone.

Nel medioevo, la presenza nel territorio di cave d'arenaria condizionò la vita degli abitanti di Cantello come quella dei paesi vicini. Infatti l'economia del luogo era imperniata oltre che sulla coltivazione dei campi, sulla fruttuosa attività di scalpellino, architetto e muratore in cui si distinse, nel XII sec., Lanfranco da Ligurno, figlio d'arte poiché come il padre Domenico fu anch'egli scultore e "mastro costruttore". Lanfranco diresse la costruzione del magnifico chiostro di Voltorre nei pressi di Gavirate , che risulta almeno per la maggior parte completato nell'anno 1200: ne è testimonianza la scritta scolpita sun un capitello "LAFRANCUS MAGISTER FILIUS DOMERGATII DE LIVURNO" cioè "Lanfranco figlio di Domenico da Ligurno". In precedenza aveva lavorato, col padre Domenico, presso la chiesa romanica di S. Maria del Monte, come testimonia il testamento dell'arciprete Pietro da Bussero, dettato il 30 Maggio 1196. A loro sono attribuite alcune sculture, scampate alla trasformazione della chiesa avvenuta tra il 1690 e il 1696, oggi conservate presso il "Museo Baroffio e del Santuario del Sacro Monte sopra Varese". Tra queste, la Madonna con Bambino, una delle sculture romaniche più importanti del territorio, che è stata scelta come simbolo del Museo.

L'antica comunità ha sempre fatto parte della Pieve di Arcisate. Nel 1574 Arcisate, capo Pieve, contava 652 abitanti, mentre nello stesso anno Cazzone con Ligurno, Gaggiolo e Velmaio ne contavano 687. Anche successivamente, nel 1859, poco prima dell'Unità d'Italia, Arcisate che era anche capoluogo del Mandamento di cui la comunità faceva parte, contava 1486 abitanti laddove Cazzone con Ligurno, Gaggiolo e Velmaio ne contavano 2043.

Durante il Risorgimento, per la sua felice ubicazione di terra di frontiera, Cantello vide il frequente passaggio dei patrioti che si recavano in Svizzera in esilio o per contrabbandare opuscoli di propaganda.

Molti e di grande rilevanza gli eventi che hanno caratterizzato la storia più recente. Tra essi ricordiamo il cambiamento della denominazione di Cazzone con quella di Cantello, avvenuta con Regio Decreto del 18 luglio 1895 e il distacco della frazione di Velmaio dal Comune di Cantello, in favore di Arcisate, avvenuto con Decreto del Presidente della Repubblica del 4 Aprile 1968.

Notizie sulla Chiesa di Madonna di Campagna

( fonte ProLoco Cantello http://www.cantelloproloco.it)

Diverse fonti storiche sembrerebbero confermare l'esistenza della Chiesa di Madonna di Campagna già nel IX secolo: lo storico Giorgio Giulini, infatti, nelle Memorie della città, e della campagna di Milano ne' secoli bassi (1769), indica l' "Oratorio di Santa Maria da Lacurno, forse Ligurno nella Pieve di Arcisate" come sede di udienza di un processo che vedeva come contendenti, in merito al rivendicato possesso di alcuni beni in Balerna, il longobardo  Teutperto ed il Monastero di Sant'Ambrogio di Milano.

Nel 1574, la chiesa di Madonna di Campagna accolse San Carlo Borromeo in visita pastorale mentre nel 1912 fu dichiarata monumento nazionale, attraverso Decreto del Ministero della Pubblica Istruzione.

La valorizzazione dei caratteri romanici, collegati direttamente all'architettura del campanile, è emersa durante un primo restauro, avvenuto fra il 1971 e il 1974 e sostenuto dall'avvocato di Cantello, Steno Baj.

Durante il restauro è stata rinvenuta  parte dei muri perimetrali di una costruzione preesistente a quella della chiesa.

Questo e l'ulteriore ritrovamento dei resti di alcune tombe distribuite nello spazio adiacente all'edificio sacro, farebbero pensare all'esistenza di una precedente chiesa dedicata a Santa Maria ancor più antica di quella romanica, oggi visibile.

La chiesa, inserita nell'area cimiteriale di Ligurno e databile al XI secolo, si compone di un'aula rettangolare formata da muri perimetrali in pietra irregolare, terminante in un'abside semicircolare, coronata, sulla parte sommitale, da decorazioni a fornice. L'abside autentica, riportata alla luce durante il primo restauro, è dotata di tre finestrelle, le cui dimensioni richiamano le grandi finestre, ereditate dalla tradizione paleocristiana, quali si vedono nelle absidi delle basiliche milanesi.

La facciata presenta archi rampanti romanici sul fronte, delle lesene in rilievo e in alto, la tipica finestrella a croce greca.

Lungo la parete sud sono presenti tre finestrelle ogivali, una delle quali dipinta a fresco sullo strombo interno con decorazioni policrome di carattere romano.

Il catino absidale è decorato da un affresco tardo quattrocentesco raffigurante un Cristo pantocratore in mandorla, attorniato dai quattro evangelisti.

Altre tracce di affreschi sono stati rinvenuti nella parete inferiore del muro absidale: essi raffigurano una fuga di leoni rampanti che corrono verso un belzebù dai seni femminili. La tecnica di esecuzione primitiva e la profanità del soggetto, potrebbero datare il dipinto intorno all'anno 1000.

Gli affreschi, attribuiti a Galdino da Varese, si contraddistinguono per la presenza di velari con rimandi alla tradizione dei bestiari.

La parte più significativa della struttura romanica conservatasi è rappresentata dal campanile slanciato, che vede l'impiego delle nicchie a fornice nel coronamento absidale e delle bifore della cella, segnalate da un sopracciglio.

Anche il campanile, oggetto di restauro nel 2000-01, viene datato alla prima metà dell'XI secolo e presenta pareti decorate con sovrapposti riquadri coronati da tre archetti pensili, feritoie e monofore fino alla cella campanaria con bifore cigliate.

La coltivazione degli asparagi

( fonte DGC n. 102/2014 )

Cantello è famosa per la produzione dei tipici asparagi, della varietà “bianco d’Argenteuil”, celebrati nella frequentatissima Fiera in programma nel mese di maggio di ogni anno, nel pieno del periodo di produzione.

L’asparago di Cantello, la cui tradizione si perde nei secoli e che viene raccolto in primavera sino ai primi giorni di giugno, rappresenta una importante fonte di reddito per gli agricoltori del Comune e per i ristoratori dell’intera area circostante che comprende anche parte del Canton Ticino. Inoltre, raffinati ristoranti, da Bellagio al Giappone, propongono piatti a base di asparagi di Cantello.

I produttori locali, sostenuti dalla Pro Loco, sono impegnati nella richiesta di un riconoscimento ufficiale della tipicità del prodotto.)

Contenuto inserito il 18-12-2014 aggiornato al 18-12-2014
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